Thèmes

psicologia apotelesma archetipi archetipo venere asteroidi astrologia astrologia classica astrologia della coppia astrologia dello sport astrologia di coppia astrologia e calcio astrologia e giardinaggio

Rubriques

>> Toutes les rubriques <<
· AAA AUTRICE BLOG *** (1)
· Applicazioni e utilizzo (22)
· Approfondimenti elementi tema natale (0)
· Astrografologia (4)
· Astrologia (11)
· Astrologia della coppia (17)
· Astrologia dello sport (3)
· Astrologia karmica (1)
· Attualità (3)
· Diario eventi (22)
· Fiori di Bach e Astrologia (3)
· Fiori e miti (1)
· Grafologia (12)
· Lettura della mano (5)
· Libri (10)
· Mi presento (2)
· Tarocchi (8)
· Temi astrali (6)
· Temi facili facili (1)
· Test psicologici (1)

Rechercher
Derniers commentaires

belle présentation. .. ton blog est très intéressant, d'autant plus que je suis très sensible auxl thèmes abor
Par brigdecesco, le 22.11.2013

grazie mille per il reportage! a nome mio e dei partecipanti. un caro saluto. lucia bellizia
Par Lucia Bellizia, le 13.11.2013

ringrazio per l'attenzione. vorrei solo precisare che il sole all'equatore terrestre giunge tutti i giorni all
Par Anonyme, le 27.10.2013

bé la ringrazio molto per la segnalazione.. .e visiterò il suo blog..http://a strologiaenons olo.centerblog .n
Par astrologiaenonsolo, le 24.06.2012

a proposito di diseguale metodico ho realizzato un programma in excel che toglie tutte le difficoltà dei calco
Par Giorgio Mazzolini, le 23.06.2012

Voir plus

Articles les plus lus

· viaggio nel mito delle costellazioni (da Aries alla Libra)
· significato grafologico dei simboli planetari
· scelta dei colori nel test di Luscher
· SUL MATRIMONIO (2° PARTE)
· Astrologia di coppia: rapporto Sole Venere

· le parti arabe
· La chiromanzia dell'amore
· Significato grafologico dei GLIFI zodiacali
· sinastria 3° parte (analisi della coppia)
· il tema integrato (4° parte)
· analisi di un tema natale in chiave psicologica e Karmica
· seme di denari
· caso di rivoluzione solare
· Astrologia oraria (le basi della tradizione) 1° parte
· il tema integrato (3°parte)

Voir plus 

Abonnement au blog
Recevez les actualités de mon blog gratuitement :


Statistiques

Date de création : 16.06.2009
Dernière mise à jour : 13.01.2014
138 articles


grafologia

Qualità del venditore

Publié le 08/07/2011 à 15:39 par astrologiaenonsolo Tags : grafologia segni del venditore selezione del personale
Qualità del venditore

Avendo fatto da poco un trasloco (non per niente nella mia  rivoluzione solare  in corso l'Asc mi cade in quarta casa ) ho ritrovato parecchi appunti sia di astrologia che di grafologia e quindi ho pensato di condividerne alcuni con voi; questo articolo si basa appunto su una lezione di grafologia del mio corso che feci presso l'Istituto Scienze umane Piemonte in data 20 settembre 1994 (ero al mio terzo anno di corso e iniziavo la grafologia applicata alla selezione del personale) con il mio insegnante del corso serale Piero Lanfranco.

In questa lezione  mi furono  tratteggiate le caratteristiche del venditore e viste le relative caratteristiche grafiche fondamentali; la mia scuola si basava sul sistema del Marchesan e quindi i segni sono relativi a tale metodo; procedendo quindi con ordine  dovremo quindi trovare queste caratteristiche:

1) PREVALENTE ESTROVERSIONE: vista come predipsosizione a comunicare, ad entrare in contatto e ad ascoltare anche l'altro; caratteristiche grafiche: altezza nella norma e tendenzialmente grande, scrittura pendente, interrigo non largo

2) DINAMISMO REGOLATO CON CONCRETEZZA: scrittura fluida, radicata, robusta, occhielli variamente angolosi

3) CREATIVITA' NELL'APPROCCIO VERSO IL CLIENTE E NELLA PRESENTAZIONE DEL PRODOTTO: antimodello, ingegnosa, ascendente o aderente, scattante ( in quanto in un contesto positivo è un segno positivo, mentre in un contesto ansioso, accentua l'ansia); lieve contorta ed una lieve tortuosa in quanto tali segni li dobbiamo vedere come segni che contrastano la rigidità

4) AGGRESSIVITA' COME DETERMINAZIONE A RAGGIUNGERE DEGLI SCOPI: una certa componenente di aste rette (come componenente di determinazione), tagli t lunghi e premuti; l'aggressività deve essere accompagnata da una certa determinazione nei rapporti: scrittura curva ed elastica;l' aggressività deve essere accompagnata da una certa sensibilità e da capacità di comprensione dei bisogni dei clientii: oscillante, scrittura a festoni e interlettera larga

5) CHIAREZZA DI OBIETTIVI: scritttura chiara, anche se la chiara è un po' idealizzazione ma è comuque importante per vendere ad un'altra azienda; scrittura legata

6) ECONOMIA DEL TEMPO ED ESSENZIALITA': scrittura parca e semplificata

7) ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO; rapporti spaziali ampi e omogenei (segno estetica)



esempio scrittura grande

Publié le 22/03/2011 à 13:29 par astrologiaenonsolo Tags : grafologia esempio scrittura grande
esempio scrittura grande

La scrittura molto ammassata sul foglio (che vede anche delle lettere che si sovrapppongono) indica che la scrivente è spesso impulsiva e passionale e che ha bisogno del contatto esterno e di partecipare a feste e ritrovi (scrittura anche piuttosto grande nel calibro e quindi indicativa di estroversione e di bisogno dell'altro). La scrivente possiede anche una notevole energia (denunciata dalla forte pressione con cui scrive), capacità di avere un comportamento accattivante (lacci nella scrittura), con capacità anche di nascondere le sue debolezze e insicurezze (ricco del nascondimento alla fine delle parole); inoltre desidera una propria autonomia e non sopporta le persone che le impongono cosa deve fare (forti ricci dell'indipendenza nella lettera p)

primi rudimenti grafologia

Publié le 19/03/2011 à 13:08 par astrologiaenonsolo Tags : grafologia primi rudimenti
primi rudimenti grafologia

 IN QUESTO MIO PRIMO VIDEO TROVATE I PRIMI RUDIMENTI DI GRAFOLOGIA E POTETE VEDERMI DAL VIVO

http://www.youtube.com/watch?v=eg70FSAsIqo

 

ps se vi interessa un parere sulla vostra scrittura non esitate  a contattarmi tramite il blog (un primo parere è totalmente gratuito)

L'indirizzo sulla busta, le cifre

Publié le 01/09/2009 à 12:10 par astrologiaenonsolo Tags : grafologia graphologie psicologia
L'indirizzo sulla busta, le cifre

I segni grafici scritti su una busta dipendono dalle considerazioni di opportunità esteriore al punto che si sarebbe tentati di negare loro qualsiasi significato caratteriologico.

 

Prevale l’idea più o meno inconsapevole, che le parole debbano essere perfettamente leggibili anche per le persone incolte, e che la lettera debba raggiungere infallibilmente il destinatario; quindi la chiarezza e l’evidenza sembrano costituire l’unica norma.

 

Anche qui saremo, invece, sorpresi dalla realtà dei fatti: gli indirizzi confusi, indistinti, e difficilmente leggibili sono assai piu’ numerosi di quelli perfettamente chiari. Evidentemente la maggioranza degli uomini riesce a superare ben difficilmente le sue abitudini grafiche; mentre alcune persone si accorgono di questa carenza, e per rimediare scrivono a macchina almeno l’indirizzo; altri scrivono a stampatello; quindi le variazioni individuali sono insolitamente abbondanti e differenziate come lo sono i comportamenti degli uomini nella vita esteriore; in quanto l’indirizzo essendo sulla busta all’esterno si può analogicamente riferire al comportamento esteriore del soggetto.

A prima vista, quindi, l’indirizzo si presenta come una facciata; ora dobbiamo quindi porci delle domande : è soddisfacente nel modo che si presenta?

Qual è il rapporto di questa fisionomia esteriore con l’interiorità dello scrivente ? ( e quindi con il testo scritto all’interno).

Partiamo ad analizzare la seconda domanda: se tra l’indirizzo e il testo non esistono differenze significative vuol dire che la persona si pone all’esterno così come è all’interno, non c’è la tendenza ad apparire diversi da come si è veramente, a meno che anche il testo della scrittura risulti artificiale o stilizzata; comunque possiamo dire che in entrambi i casi il carattere resta dunque invariato, che si spontaneo o di maschera.

 

Se la scrittura nell’indirizzo è molto piu’ grande si ha un’ostentazione di sé di primo acchito per poi assistere ad un ridimensionamento; il contrario nel caso opposto.

 

Se si tratta solo delle aste superiori piu’ evidenti nel’indirizzo testimoniano di un interesse intellettuale esteriore e della sicurezza che ne deriva, atteggiamento peraltro che non dura a lungo.

 

La proporzione contraria, aste superiori che diminuiscono nell’indirizzo mentre sono elevate nel testo, sta sempre ad indicare una scarsa fiducia in sé: che scrive così si lascia intimidire in pubblico, tanto da non riuscire piu’ a manifestare del tutto e liberamente le sue facoltà intellettuali, mentre può essere molto più sicuro nell’intimità.

La timidezza e la goffagine naturale non sono solo i motivi possibili di questo comportamento, che può essere anche dettato dal calcolo.

 

Accade spesso che l’indirizzo sia scritto con piu’ evidenza del testo, piu’ lentamente e con maggior cautela, come se fosse disegnato. Se l’indirizzo ha abitualmente questi caratteri di lentezza e di accuratezza, esso esprime la tendenza ad attribuire piu’ peso all’atteggiamento esterno dell’uomo che alla sostanza interna.

 

Essendo che spesso quando dobbiamo manifestare un comportamento esteriore riusciamo in parte a correggere alcune manifestazioni che magari possiamo avere con gli intimi, l’indirizzo può presentare un andamento piu’ calmo e regolare. Per quanto riguarda lo stampatello, può essere visto come un tentativo di distacco e di uniformità.

Inoltre, proprio perché a volte di primo acchito desideriamo presentarci al meglio: nell’indirizzo possono apparire tratti finali verso dx (curve aperte ad es.) simbolo di una generosità che è solo esteriore ma non è radicato nel soggetto.

 

D’altra parte, nel caso di tratti finali sinistrorsi; lo scrivente può apparire piu’ egocentrico, piu’ egoista, anche materialmente avido di quanto si realmente.

 

Quando assistiamo ad una forte differenza tra indirizzo e testo si tratta sempre di una maschera che ha lo scopo di nascondere la sostanza autentica.

 

Accanto a queste differenze tra testo e indirizzo; nell’indirizzo c’è un altro fattore che ha importanza decisiva : la distribuzione nello spazio

 

 

 

Allora come tutti comunemente sappiamo, è d’uso ed anche spesso obbligatorio mettere il francobollo nel campo AD; eppure un’attività intensa e irriflessiva, un bisogno giovanile di indipendenza, o tendenze letterarie, scientifiche e artistiche seguite senza tenere conto della realtà, possono indurre a occupare anche questo campo al punto di lasciare a malapena posto per il francobollo.

 

La spinta ascensionale ha la stessa intensità della tendenza verso dx, con la tensione della sua attesa e della sua speranza nel futuro. Ma spesso si esprime così anche una certa indiscrezione e invadenza nei confronti di persone socialmente superiori, come per es. nelle richieste di aiuto. Questo modo di mangiare lo spazio che per giunta è anche in contrasto con una prescrizione si mantiene raramente tutta la vita; di solito scompare nella maturità.

 

Chi occupa prevalentemente il quarto AS avrà interessi spirituali o almeno intellettuali, ma il suo comportamento esterno rivela un’inibizione, anzi una passività apparente. Non osa avventurarsi a dx, teme il futuro, l’angoscia è più forte della speranza, il passato getta su di lui la sua ombra. Sono già necessari inibizioni acute o croniche notevoli per rincattuciarsi in questa maniera. Chi scrive così non osa entrare nella vita, resta attaccato al passato come a un muro. Le numerose malattie psichiche che sono dovute a traumi psichici subiti nell’infanzia mostrano spesso questa distribuzione nello spazio nell’indirizzo.

 

Il campo BD è usato da chi è attivo sul piano materiale, istintuale o fisico. Lo stile commerciale prescrive di lasciare il più possibili liberi i quarti superiori della busta, in parte per motivi pratici, affinché ci sia posto per l’affrancatura, e in parte per il rispetto dovuto al cliente, però non ci sono solo questi motivi quando si usa solo e sempre questo spazio e lo si porta anche molto in basso.

 

Il campo BS viene usato invece da coloro che un’inibizione materiale o istintiva costringe ad una docilità esteriore, ma nello stesso tempo deprime e si opprime interiormente, riducendosi ad uno stato di cupo pessimismo. E’ difficile che però l’indirizzo sia scritto intermante in un quarto della busta e quindi per l’interpretazione psicologica basterà dividire a metà la busta e così attraverso questa linea di bipartizione potremmo dedurre se nello scrivente prevale l’attitudine attiva (dx) o passiva (sx), iniziativa, oppure inibizione, ecc

 

Poi si può dividere anche in modo orizzontale

 

Nell’uso prevalente della la zona superiore si ha ottimismo in quella inferiore pessimismo. Raramente prevale la zona superiore e diciamo che solo persone dotate di grande indipendenza spirituale, oppure gli sfacciati osano trattare lo spazio grafico in modo così anticonvenzionale, mentre d’altra parte un indirizzo che adopera solo al metà inferiore implica sempre un certo rispetto delle convinzioni, e quindi anche una soggezione che può arrivare facilmente all’imitazione o alla superficialità.

 

Quando in un indirizzo singole parole sono spinte visibilmente a sx quasi fossero incollate al bordo della busta, si tratta di impressioni del passato che sopravvivono sotto forma di ricordi attivi, come se il passato legasse o incatenasse certi elementi. Aruss ha visto in ciò l’espressione della solitudine spirituale della misantropia e di uno scoramento che può arrivare fino al suicidio (tale cosa è valida anche per la firma). Per il momento si può dire che l’interpretazione è lecita quando certe parole dell’indirizzo sono poste abitualmente a sx, ma non nel caso che ciò avvenga occasionalmente in quanto in questo caso si può supporre la presenza di una depressione acuta.

 

Scala da sx a dx : rivela atteggiamento di diffidenza, che si espone con titubanza al contatto altrui, e che preferisce percorrere il cammino dall’Io al Tu a poco a poco e per gradi.

 

Non di rado la disposizione dell’indirizzo è tale da lasciare vuota al parte centrale della superficie mentre sono coperte le parti superiori e inferiori.

 

Questa distribuzione spaziale corrisponde a un tipo umano che, nel suo comportamento esterno rivela interessi sia intellettuali sia materiali mentre cela i sentimenti.

 

Veniamo adesso alle cifre numeriche : se piu’ grandi: si ha sopravvalutazione del valore pecuniario e ciò può avere anche un carattere ambivalente in quanto può essere sia di colui che sopravaluta l’argomento ed è avido ma anche di chi è privo di senso pratico (il carattere grande è ad es. tipico del bambino e racchiude anche un’astrazione, una fantasia) in quanto – sec il Pulver - che è ingenuo può ingrandire i numeri e rilevare il suo complesso inconscio

 

Se c’è maggiore pressione vuol dire che il numero e ciò che significa crea tensione, sforzo, lavoro (e quindi in questo caso la pressione forte rappresenta una specie di inibizione); mentre può rappresentare anche il peso particolare dato a questo simbolo.

 

Un rimpicciolimento dei num può essere la conseguenza di una grande esperienza, abilità e concentrazione in campo finanziario, se sono anche tracciati in maniera particolare sicura e nitida; se invece le forme sono imprecise e trascurate significa negligenza sul piano pratico, o anche eventualmente meschinità nelle cose materiali: tutto ciò che ha che fare con num e i num  viene allora trattato con eccessiva parsimonia.

 

Una speciale chiarezza o non chiarezza nella scrittura delle cifre rispetto alle altri parti dell’indirizzo concerne ugualmente l’atteggiamento esterno verso il denaro. Chi scrive le cifre chiaramente, e con una grandezza corrispondente a quelle del resto dell’indirizzo, non permette che il problema del denaro prenda il soppravvento nel suo atteggiamento generale.

Chi invece scrive cifre imprecise trascura per lo meno esteriormente questo problema. Solo l’esecuzione delle cifre nel testo della lettera oppure in conti, fatture, tabelle, ecc permetterà di stabilire se questa negligenza e indifferenza nei confronti del denaro e della proprietà è insita nella natura dello scrivente , o se invece, anch’egli come tanti, finge soltanto di non tenere in nessun conto il denaro, o di non capire nulla di cose finanziarie

 

 

 LEGENDA

 

immaginando di dividere la busta in 4 zone avremo:

 AD= alto e a destra

 AS= alto e a sinistra

 BD= basso e a destra

 BS= basso e a sinistra

 

 

Da Max Pulver “ La Simbologia della scrittura

la pressione della scrittura

Publié le 21/08/2009 à 10:51 par astrologiaenonsolo Tags : grafologia graphologie psicologia
la pressione della scrittura

PRESSIONE

 

LA PRESSIONE può essere forte o lieve, ma bisogna anche distinguere tra pressione e qualità del TRATTO questo infatti secondo la scuola francese può essere:

 

 NETTO (cioè sottile e inferiore al ½ millimetro, ma incisivo e ben distinto dal bianco dovuta ad una tenuta corta e verticale della penna) e ciò indica qualità intellettuali, indipendenza, riservatezza, autonomia, introversione, intransigenza, ma anche diffidenza e senso critico

 

 

NUTRITO (cioè largo circa ½ millimetro, solido, con bordi difesi – l’impugnatura della penna è tenuta a circa 2 cm dalla punta e la penna è tenuta in posizione semiverticale). Indica interessi svariati sia pratici che teorici, coerenza nei comportamenti, disponibilità pur senza rinuncia alla sua autonomia, energia, affidabilità, generosità, sicurezza di sé. Senso realistico, carattere socievole

Con scrittura movimentata: ardore, vigore

 

 

SECCO (inferiore a ½ millimetro, ma fragile, grigio e non ben differenziato dal bianco): tale tratto indica sensibilità, nervosismo, malinconia, possibile suscettibilità, poca fiducia in se stessi, pessimismo, ma sono  possibili anche diffidenza e intransigenza

 

 

PASTOSO (cioè più largo di ½ millimetro, con qualche spazio bianco, ma con la trama cmq abbastanza consistente; tale tratto indica:

Interessi artistici e senso estetico, sensualità, capacità di accoglienza, generosità, realismo, capacità di comunicazione, l’essere affettuosi, influenzabili, ma anche poca obiettività e amore per le comodità

 

 

POROSO ( a trama larga, leggero, con i contorni non ben definiti, in cui si insinua il bianco del foglio – la mano è tenuta lontana dalla punta, la penna è obliqua). Indica:

fragilità, influenzabilità, poca combattività, incostanza, ingenuità, eccessiva disponibilità, sensualità, tendenza a rimandare le decisioni.

Poca resistenza alle impressioni, alle emozioni

 

FANGOSO (cioè denso, nero e ingorgato, con gli ovali delle lettere spesso riempiti d’inchiostro – possibile uso del pennarello a tratto grosso).Indica:

ansia, inquietudine, chiusura, affaticamento, turbamento degli istinti, difficoltà a mantenere il distacco nelle situazioni, mancanza di lucidità, improvvisi scatti di aggressività, senso di colpa

 

[Scrittura FANGOSA –bouse - (tracciato ingorgato e stagnante. I bordi del tratto risultano sfrangiati e sbavati per eccesso d’inchiostro. Indica cattiva padronanza delle emozioni. Mancanza di chiarezza nei giudizi. Difficoltà di adattamento e forte ansietà.

Può essere anche dovuta a senilità, ipertensione o assunzione di farmaci]

 

NITIDA (nette) I contorni del tratto sono precisi, ben delineati

Controllo delle emozioni. Individualismo. Autonomia. La razionalità predomina sull’affettività e istintualità.

Con scrittura regolare, flessibile: autodisciplina, obiettività, lucidità

Con scrittura angolosa, rigida: severità, intransigenza, rigidità di convinzioni, puritanesimo.

 

IN RILIEVO (en rlief) ( differenza di pressione tra pieni e filetti in tracciato fermo) Vitalità psichica e fisica. Resistenza alle influenze esteriori. Forte individualismo.

Con forme originali: senso artistico , creatività

Conscrittura non armoniosa : passionalità, focosità

 

SPOSTATA (pressione invertita e che si appoggia più sui tratti orizzontali che verticali o anche più su quelli ascendenti che discendenti)

Questo tipo di pressione denuncia sempre una tensione spesso non risolta, sforzo per adattarsi agli altri o per risolvere un problema.

Ricerca di una vita più appagante, reazione all’inibizione che talvolta avviene a detrimento delle proprie risorse e energie vitali

 

Con pressione eccessiva: affermazione di una volontà esigente che impone le proprie convinzioni anche con l’aggressività.

 

Con scrittura banale: personalità meno solida di quanto appaia e che si sforza per apparire efficiente e iperattiva. Rischio di stress

 

 

A SOLCO (en sillon) Tratto appoggiato e teso. Pressione ugualmente pronunciata sia nei pieni che nei filetti

Indica dispendio esagerato di energie. Tensione permanente

 

TAGLIENTE (tranchante) Tratto incisivo e duro talvolta impulsivo

Personalità imperiosa dalla volontà realizzatrice, ma poco rispettosa delle altrui esigenze

 

SPASMODICA (improvvisi ed irregolari ispessimenti di pressione)

Difficoltà a dominare l’emotività. Irritabilità, impazienza, impulsività. Forte tensione nercosa. Attività discontinua

In contesto ordinato: temperamento ardente ma in grado di padroneggiare le emozioni

 

 

SCRITTURA IMPASTATA (pocheé) (Grafia dai tratti ispessiti ed ingorgati. Gli ovali sono riempiti d’inchiostro)

 Inquietudine, tensione ansiosa, difficoltà di espressione affettiva. Da non escludere strumento difettoso

 

RIPASSATA (la penna ricopre d’inchiostro tratti già tracciati): autocontrollo, poca spontaneità. Dissimulazione. Egocentrismo. Timidezza

 

RITOCCATA (correzioni a posteriori di alcune lettere): Necessità di chiarezza, di precisione

Se eccessiva: indecisione, insicurezza, pignoleria, ansietà nevrotica. Perfezionismo esagerato

Ritocchi frequenti con movimento indisciplinato: impazienza, nervosismo

 

Parlano anche di scrittura APPOGGIATA (dove il tratto penetra con intensità nel foglio lasciando un’impronta percettibile sul retro). Indica Personalità dalle forti convinzioni, amante della vita e dell’azione.

Con tracciato arioso fermo ed elastico: l’ostacolo viene visto nelle sue reali dimensioni e accettato come componente della realtà quotidiana

 

LEGGERA (tracciato poco appoggiato) In livello superiore: ricettività, delicatezza, discrezione, sottigliezza, adattabilità. Predominanza della vita interiore

In livello mediocre: mancanza di vitalità, debolezza degli istinti, impressionabilità, influenzabilità, fragilità

Con scrittura filiforme: inconsistenza

Con scrittura movimentata: eccitabilità

Con scrittura progressiva, ricombinata, semplificata: creatività

Se molto leggera: sensibilità estrema, timidezza

 

MAGRA (maigre) Scrittura allungata, e stretta, senza peso, né spessore. Aspetto generale asciutto: L’interpretazione di questa scrittura è delicata. In senso generale indica un temperamento nervoso, un carattere difficile, poco socievole, suscettibile. La logica prevale sull’immaginazione. Difesa contro l’emotività. Difficoltà a padroneggiare la realtà. Da valutare con eventuali segni di compensazione

 

FINE (tracciato leggero con pochissimo spessore, dalle forme piu’ o meno minute) In senso generale: sensibilità, tatto, inquietudine, mancanza di senso pratico, cerebralità, introversione

Con scrittura rilasciata: debolezza, strettezza di spirito.

Con scrittura ariosa, ricombinata: vivacità

Con scrittura serrata: mancanza di calore e di immaginazione. Rigorosità di spirito

 

 

BIANCA (blanche) senza rilievo, né vita

Indica: semplicità, regolarità, modestia, timidezza, mancanza di personalità

 

FERMA (tracciato deciso, fermo, dal tratto prevalentemente netto e appoggiato, con buon equilibrio tra forma e movimento. Indica buon equilibrio vitale , utilizzazione efficace dell’energia. Sicurezza nell’affrontare gli ostacoli e i problemi della vita. Con scrittura angolosa, chiusa: impermeabilità alle influenze esteriori

In ambiente negativo: forti tensioni, reattività esagerata

 

MORETTI parla di scrittura

 

 GROSSA che è stesa pesantemente tanto nell’ascendenza come nella discendenza e indica secondo il Moretti essenzialmente una certa durezza

 

GROSSOLONA è stesa marcatamente e in modo grossolano e indica sia rudezza sia una certa impassibilità

 che si contrappongono alla scrittura che definisce

 

FILIFORME che è quella in cui le aste e le lettere sono fatte in modo che la penna si sia appena posata sulla carta (può avere anche una lieve marcatura nei tratti discendenti): Indica: sensibilità non comune, delicatezza di sentimento per cui il sentimento è pronto a ricevere tutte le impressioni

 

Contrappone inoltre:

 

INTOZZATA 1 MODO (pag 76 Torbidoni) : i tratti discendenti sono piu’ marcati dei tratti ascendenti; se non c’è proporzione si ha scrittura grossa.

Indica: ambizione di comandare (quando è accompagnata da Austera e Parca) indipendenza. Se si accompagna a larghezza di lettere e tra lettere e disuguale metodico diventa auto indipendenza senza aspirazione al comando.

 

[AUSTERA per il Moretti è la scrittura rigida nel processo, nelle aste, nelle singole lettere, nelle finali con pressappoco le stesse distanze tra le lettere e le parole. E’ un segno composto di sue altri segni (Intozzata 1 modo e Parca) ed è il segno dei grandi condottieri dei popoli.

 

AUSTERA per il Marchesan aste grosse più aste rette, più Parca eventualmente Aste ritorte e Rovesciata)

Indica autoritarietà, persona imperiosa, fredda e inflessibile, autoritaria e d poche parole]

 

 

INTOZZATA 2 MODO (pag 78) si ha allorchè lo nello scritto si rilevano intozzature repentine qua e là, è un segno di emotività. Chi ha questo segno riceve come tanti piccoli colpi prodotti dalle impressioni, i quali si ripercuotono sulla grafia con quelle intozzatture repentine, per cui a causa della frequenza e della repentinità di tali colpi, non ha il tempo sufficiente per esaminare e sceverare. E’ quindi un segno di impressionabilità che può essere sia euforica sia depressiva.

 

MARCHESAN parla di

 

FILETTI SOTTILI (i filetti, ossia i tratti ascendenti della scrittura vergati con sottile pressione). Indicano

Capacità intellettuale di distinguere le sfumature, mancanza di prevenzioni, delicata sensibilità per il proprio onore, ripugnanza per durezze di qualsiasi tipo, coscienza delicata, altruismo e gusti delicati

 

 

FILETTI GROSSI

 

Indicano: durezza, scarsa sensibilità per le sfumature, insensibilità per i dolori altrui, ripugnanza per sentimenti e persone delicate, coscienza grossolana

 

ASTE GROSSE

 

Imperiosità, tendenza a vedere la realtà non quale essa è ma quale si vorrebbe che fosse. Interpretazione molto soggettiva dei fatti, con giudizi talora sprezzanti o ironici. Sopravvalutazione dei propri diritti nelle deliberazioni e decisioni, con eccessivo sentire del proprio diritto a imporsi. Difetto di autocritica e di auto rettifica. Ira dura e pesante nel vedersi disobbediti. Pesantezza anche nelle manifestazioni affettive e passionali. Accentuazione dell’egoismo personale, tendenza a comando pesante e, nelle intensità elevate, alla violenza. Aspirazione a posti di prestigio e tendenza a dominare nelle compagnie e tra amici. Rifiuto di lavorare in posizione subalterna.

 

ASTE SOTTILI:

 antiviolenza, conversazione delicata e soprattutto riguardosa del valore personale dell’altro. Una certa ripugnanza per gli imperiosi e i violenti, considerati tali sia per violenze fisiche e morali, sia per espressioni dure, pesanti e ingiuriose. Affetti delicati, grande rispetto della volontà e libertà altrui. Difficoltà nel comando.

 

NITIDA (filetti sottili, aste sottili, tagli t sottili in gradazioni abbastanza elevate e deve essere esente da Arruffata, Costretta, Ricci soggettivi. Aste grosse, Aste assottigliate, Filetti grossi, linee orizzontali grosse, intrecci e grovigli di filetti con le parole)

Indica serenità per mancanza di prevenzioni con facile e felice attitudini ad apprendere. Nitidezza morale e particolare delicatezza di coscienza

 

FINE (Elegante più Filetti sottili)

Raffinatezza, possibile vanità, finezza nell’azione nel comando e nella difesa, attenzione che può essere distratta da finezze formali ed estetiche

 

nella foto: antica incisione su pietra

Storia della Grafologia

Publié le 23/07/2009 à 11:57 par astrologiaenonsolo Tags : Graphologie Grafologia Psicologia
Storia della Grafologia

Il termine Grafologia è stato coniato attorno al 1870 in Francia dall’abate Jean Hippolyte Michon. Il termine deriva dai termini greci grafhein e logos e significa letteralmente discorso, ragionamento sullo scritto

 Veniamo adesso alla storia della Grafologia nelle sue linee fondamentali

 

Sappiamo infatti che già il filosofo Aristotele scriveva che come il discorso rivela le concezioni dell’anima, così la scrittura rivela il discorso e la concezione. In seguito Svetonio (scrittore romano) “ nelle vite dei dodici Cesari” si sofferma sulla scrittura di Augusto per descriverne alcune particolarità.

 

Tuttavia solo nel XVII secolo si incomincia a scrivere espressamente sull’argomento, e il 1° lavoro ufficiale che viene considerato è quello di Camillo Baldi, docente all’Università di Bologna, dal titolo “ Trattato come da una lettera missiva si conoscano la natura e la qualità dello scrivente” (1622). Tale trattato venne tradotto in francese nel 1664 e portato al 1° congresso di Grafologia che si tenne in Francia nel 1879 nel  castello di Montasieur (vedasi immagine)

Quasi nello stesso periodo, Marco Aurelio Severino (1580-1656) dell’Università di Napoli, scriveva il “Vaticinator siva tracatatus de divinazione litterali” che però non venne stampato.

 

Altro autore importante, anche se poco menzionato, per non dire “censurato", fu il Cimarelli (1585-1662) del quale nel 1655 venne pubblicato il suo Testo “Risoluzioni filosofiche politiche e morali". In questo testo nel capitolo 48 da pag 387 a pag 396 egli parla della scienza dei caratteri e parla degli umori e di come questi vengano influenzati dal particolare momento della nascita : umore malinconico = terra Saturno; umore bilioso = Marte; umore sanguigno = Giove; umore flemmatico = acqua Luna; gli umori sono spesso mescolati in uno stesso individuo anche se uno può prevalere.

 

In seguito uno studio sistematico venne fatto dal teologo svizzero Johann Kasper Lavater (1741-1802), il quale nella sua opera “ Frammenti di fisiognomica” dedicò un capitolo sulla scrittura.

 

Ma lo sviluppo maggiore della Grafologia si ebbe in Francia, paese nel quale tutt’oggi si registra la diffusione piu’ alta di questa tecnica.

 

Come abbiamo già detto la coniazione del termine si deve ad un abate francese: J- H Michon; questi insieme ad altri prelati aveva fondato una scuola grafologica che dava già delle indicazioni in merito; tra i collaboratori quello che piu’ influenzo il Michon fu l’abate Flandrin il quale trasmise al Michon tutto un sistema con delle regole e dei segni. Famosa è l’analisi grafologica eseguita dall’abate Flandrin sulla grafia di Silvio Pellico. A questi si affiancò poi A. Desbarolles. Questi, fu un  autore molto eclettico (studiò infatti la chiromanzia, la chironomia, la frenologia) compose insieme al Michon della sua opera piu’ famosa Les mysteres de l’ecriture di cui curò l’avantpropos (la prefazione); compose anche il” Myster de la main” in linea con il tedesco Henze che pubblicò Chirogrammatomancie (1862)

 

Ritorniamo adesso all’abate Michon (1806 -1881). Egli conia – come già detto il termine nel 1871, quando fonda anche la rivista “ La Grafhologie), e nel 1872 pubblica :”Le mysteres de l’ecriture , nel 1875 “ Systeme de grafologie, Methode pratique de graphologie"(1878). In tali testi egli descrive i risultati di molti anni di sue ricerche sui movimenti individuali della scrittura, ed è con lui che la grafologia inizia a suscitare l’interesse pubblico. Il suo metodo diventa popolare per via della sua semplicità.

 

La cosa piu’ importante che introdusse il Michon è il discorso dell’armonia e dell’importanza della spontaneità della scrittura: il segno segue il movimento dell’anima – scrive il Michon – e cambia quando l’anima cambia. E’ così che il medesimo modello calligrafico appreso dagli alunni a poco a poco si differenzia; inoltre la grafia si evolve con l’evolversi dell’età e con il mutare delle situazioni della vita, per cui è sintomatico di tutto ciò. Tale variabilità grafica ha comunque dei limiti e il Michon parla di una “ dominante d’ecriture "(o scrittura dominante che rivelerebbe lo stato permanente intellettuale o morale o ancora la forza dell’anima allo stato permanente). Egli, inoltre conviene con Desbarroles che la grafia non sia sintomatica del sesso, in quanto l’anima umana non ha sesso, e la scrittura tanto meno.

 

Dalla legge delll’armonia e della spontaneità il Michon trae infine le seguenti regole:

scelta della scrittura spontanea, evitare quelle “appliqueées, artificiali o eccessivamente trascurate

scelta di piu’ scritture del medesimo soggetto, riferitesi in tempi diversi.

Valore quantitativo dei segni, determinato

da intensità (il segno può essere semplicemente indicato, marcato e fortemente marcato)

frequenza (molto raro, molto frequente)

 

Ciò che piu’ contraddistingue è la grande importanza che lui dà al concetto di armonia (concetto che continua ad essere molto accreditato anche dall’attuale grafologia francese) in quanto secondo lui: piu’ la lettera si avvicina alla lettera normale o alla lettera tipografica, piu’ essa è armonica, ed esprime cioè la perfezione dell’essere intelligente e morale, mentre quando la lettera è disordinata, bizzarra, grossolana, ornata, essa è disarmonica e manifesta un disordine.[ Quindi il Michon presenta tutte le lettere dell’alfabeto, per ognuna delle quali indica diversi segni tipo o segni grafologici, in tutto 164].

Le finali, a motivo della loro estrema spontaneità rivestono per il Michon un’importanza capitale, ne presenta 7 tipi per indicare allo studioso il criterio d’interpretazione.

Il Michon passa poi a trattare delle scritture tipo.. (es Napoleone nei suoi vari momenti) e a dare delle indicazioni per delle caratteristiche

 

Altro concetto interessante che introduce è quello relativo alla dicotomia curva – angolo (che sarà anche molto evidenziata dal Moretti – seppur in maniera autonoma). Egli infatti così si esprime: la curva per la sua costituzione grafica è dolce allo sguardo..l’angolo, invece qualunque esso sia è secco e duro allo sguardo. L’angolo qualunque ha una sua rigidità costante ed è in forte contrasto con le sinuosità che possono variare all’infinito. Non è possibile che la scrittura, prodotto incosciente del cervello non rivesta le forme che possono rispondere meglio alle disposizioni intellettuali e morali di colui che maneggia le penna. Sarebbe strano che una natura dolce assimilasse la forma angolosa della lettera e che una natura rigida e dura e come si dice angolosa assimilasse il movimento arrotondato. Così una delle prime rivelazione della scrittura sull’intimo dell’anima dello scrivente è quello della predominanza dell’uno e dell’altro di questi elementi essenziali. Le scritture in cui domina la curva dicono dolcezza e presentano la serie dei movimento dolci: debolezza, snellezza, svogliatezza; le scritture in cui predomina l’angolo fino al piu’ acuto che è l’espressione più forte del movimento rigido dicono rigidità, e presentano tutta la serie di questo movimento fermezza, rigidità, durezza, caparbietà, inflessibilità ecc.

 

Nelle opere successive enuncia altri principi:

-principio della fissità dei segni grafici o principio dei segni fissi per cui un segno grafico non si applica mai alla qualità opposta a quella che rappresenta

 -principio del segno negativo: l’assenza di un segno implica al presenza della proprietà contraria.

 

Dalla fase analitica il Michon passa poi alla fase sintetica menzionando un  principio gerarchico delle proprietà, con il processo delle dominanti che consiste nell’identificazione di una, due o tre o al massimo quattro segni grafologici “ nettamente accentuati e d’una intensità assoluta” nel contesto della stessa scrittura rivelanti l’essere intimo, intellettuale e morale.

L’altro principio è quello dei segni complessi o del processo delle risultanti (complessi sono quei segni formati da 2 o più segni, mentre le risultanti dipendono dalla reciproca influenza di piu’ segni semplici)

 

Diciamo in linea di massima che il sistema che ci ha proposto il Michon agli albori della grafologia è piuttosto analitico in quanto comprende molte suddivisioni che prendono spunto dalle caratteristiche legate a diversi fattori : facoltà, istinti, natura, carattere, spirito , attitudini, gusti, passioni, ma nello stesso tempo tale lavoro analitico è anche poi correlato alla fine da un lavoro di sintesi per ricostruire l’insieme della personalità, indicando l’azione reciproca delle facoltà, degli istinti, del carattere ecc..bisogna poi passare ad una seconda operazione di sintesi, che presenti l’uomo nella sua individualità distinta da altre individualità.

 

Conclusioni : Il Michon

definisce formalmente alcuni elementi della scrittura quali “lettere”, “parole”, “linea di base”, “paragrafo”, “movimento libero”, “punteggiatura”, e così via.

 

Critiche:

Il suo metodo di associare ad un particolare movimento la rappresentazione di un aspetto del carattere, e soprattutto la sua affermazione che la mancanza di quel movimento indica la caratteristica opposta, oggi sono riconosciuti essere solo parzialmente veri. Gli stessi suoi successori si troveranno in disaccordo con tali principi, così come con la pratica di attribuire a ciascun segno una rigida interpretazione

 

In positivo si può dire che J-H Michon ha suscitato intorno alla grafologia un forte interesse, tanto da sensibilizzare personaggi come George Sand (1804 -1876 ) e A. Dumas (1824 – 1895). Inoltre, ciò per cui si è sempre contraddistinto fu la capacità di divulgare la grafologia e di portarla alle masse dato che non esitava a dare a chiunque prova della veridicità della stessa anche in modi che oggi suscitano anche delle perplessità (tipo andare in fiere, in mercati, in feste ecc.)

 

In seguito, il suo allievo più fecondo fu Crepieux Jamin (1859-1940) che è diventato popolare per via del caso Dreyfus. 

Il Crepieux trascorse la vita a raggruppare e migliorare le osservazioni di Michon, diventando fondatore della "Societé Francais de Graphologie", e nella sua teoria definisce gli elementi della scrittura che ancora oggi costituiscono i principi base della scuola grafologica francese individua circa duecento segni o tratti grafici raggruppandoli in sette categorie: Dimensione, Forma, Pressione, Velocità, Direzione, Impaginazione e Continuità. Parla anche di specie e di modi

 

 Ad ogni elemento grafologico,  attribuisce un numero molteplice di possibili significati: sua convinzione, infatti, è che il valore di un dato segno non è fisso ma che il suo significato e la sua interpretazione può dipendere fortemente da altre caratteristiche della scrittura. Letto diversamente, questo implica che la scrittura deve essere studiata come un tutt’uno, come una Gestalt, e non come tante caratteristiche scollegate. Sulla base di questa legge fondamentale, Crepieux-Jamin osserva anche come l'interazione dei segni vada a costituire l’armonia o la disarmonia dello scritto concludendo che "l'armonia della scrittura corrisponde a quella del carattere”. Questa teoria, attualmente, è condivisa da tutti i grafologi professionisti.

 

In Italia, come ho accennato prima , il padre della grafologia italiana fu Padre Moretti ( Recanati1879 – Ancona 1963) che nel 1914 scrisse un “Trattato di Grafologia”con lo pseudonimo Umberto Koch

Padre Girolamo Moretti, francescano conventuale, si caratterizza per una spiccata attitudine psicologica, che porta alla formulazione di un sistema grafologico in modo del tutto autonomo, privo com’era di specifici studi di psicologia. 

 

La sua opera è frutto della trasformazione delle sue intuizione in affermazioni suscettibili di verifica scientifica, e in un metodo rigoroso, oggettivo e trasmissibile, basato su "segni" quantificabili oltre che qualificabili. Nel 1914, con lo pseudonimo di Umberto Koch, - come abbiamo detto - pubblica la sua opera fondamentale "Trattato di grafologia Intelligenza sentimento". Le sue altre pubblicazioni sono: "Vizio. Psicologia e grafologia dei sette vizi capitali", 1937; "Trattato scientifico di perizie grafiche su base grafologica", 1942; "Grafologia somatica", 1945; "Grafologia pedagogica", 1947; "Grafologia delle attitudini umane", 1948; "I Santi dalla scrittura", 1952; "Scompensi, anomalie della psiche e grafologia", 1962; "La passione predominante", 1962. Come opere abbiamo: quattro volumi di "Analisi grafologiche", 1966, 1970, 1972, 1976; "I grandi dalla scrittura", 1966; "Grafologia e pedagogia nella scuola dell'obbligo", 1970; "Chi lo avrebbe mai pensato." "Autobiografia", 1977.

 

Sulla base delle intuizioni del Moretti e gli studi sull’applicazione della sua Grafologia, Marco Marchesan (1899 -1991) ha tradotto la Grafologia in Psicologia della Scrittura elaborando un Sistema di interpretazione della dinamica grafica. Ne ha scoperto le leggi esplicative, ha messo in relazione i segni riscontrabili in ogni scrittura, valutando con precisione quasi scientifica l’incidenza e l’intensità di ognuno.Elabora un sistema grafologico in cui sono individuati 226 segni e 3500 tendenze che si esprimono attraverso tali segni

Dato che la scrittura, dopo l’apprendimento (7-8 anni), segue un tracciato quasi del tutto automatizzato, le leggi devono essere ricercate nell’ambito inconscio, non in quello razionale-conscio.

 La psicologia della scrittura utilizza un "sistema psichico", che spiega il meccanismo attraverso il quale un segno grafico proietta una tendenza psichica

  

 

grafologia (riepilogo e sguardo d'insieme)

Publié le 22/07/2009 à 12:19 par astrologiaenonsolo Tags : graphologie grafologia psicologia
grafologia (riepilogo e sguardo d'insieme)

La grafologia si è sviluppata in vari paesi d’Europa nel corso dei secoli, ma vede l’inizio ufficiale nel 1871 in Francia ad opera dell’abate Michon a cui seguirà l’allievo Crepieux Jamin.

 

La grafologia francese tende a sviluppare un metodo che si muove dal generale per arrivare al particolare e tende a vedere prima la scrittura nel suo rapporto globale e all’interno del rapporto bianchi-neri per poi arrivare al riconoscimento delle varie “speci” all’interno dei “generi” (es: genere forma, specie grande,) per poi risalire ai modi particolari tipici di ogni soggetto.

 

La scuola italiana prende l’avvio da padre Moretti, il quale nel 1914, con uno pseudonimo, scrive il primo trattato di Grafologia . Egli sviluppa un metodo personale anche grazie ad una forte intuizione personale che gli consente di capire da un testo anonimo anche le caratteristiche somatiche oltre che le inclinazioni e le tendenze dello scrivente. Elabora un metodo che si fonda sulla definizione in quattro temperamenti (cessione, assalto, resistenza, attesa) e sulla catalogazione dei segni che sono definiti  - a seconda della loro importanza ai fini della rilevanza temperamentale - sostanziali, modificanti e accidentali. Elabora anche il concetto di passione predominante ritenuta da lui il nucleo fondamentale di ogni scrittura.

 

Altro importante autore italiano è stato Marco Marchesan: egli partendo da delle precise leggi elaborò un sistema che definì Psicologia della scrittura proprio per sottolinearne l’aspetto  piu’ legato ad un’elaborazione delle caratteristiche psicologiche, partendo da precise leggi (la piu’ famosa e alla base di tutto il suo sistema è quella secondo cui nel momento in cui il bambino impara a scrivere, il gesto diventa automatizzato e trova origine nei moti dell’inconscio)

 

    SIMBOLOGIA DELLO SPAZIO       CALIBRO

 

Ancora oggi la grafologia non può non avvalersi del contributo di Max Pulver, grafologo svizzero, il quale nel 1931 pubblica il libro “Simbologia delle scrittura” , testo nel quale il foglio viene visto attraverso il simbolismo: la sinistra del foglio diventa così sinonimo di passato, madre, passività, aspetti legati all’identità personale, la destra ha a che vedere con il futuro, il padre, l’attività, l’alto con il senso religioso, le tendenze letterarie, artistiche e culturali (che si sa tendono ad elevare l’uomo), il basso con gli aspetti legati alla materialità e agli istinti.

Attraverso questo simbolismo si possono interpretare sia i margini del foglio

(ad es: il margine in alto rappresenta anche il rispetto verso il superiore), che la stessa inclinazione assiale delle lettere (le lettere che tendono a rovesciarsi verso sx rappresentano infatti una certa regressione o la paura del futuro, mentre le lettere che tendono ad inclinarsi a dx comunicano il desiderio dello scrivente di andare verso gli altri e ne esprimono se vogliamo anche l’affettività).

 

La zona media della scrittura (e quindi gli occhielli delle o, a , p , g insieme alle lettere basse) ha a che vedere con i bisogni piu’ immediati della persona, con la sua affettività e con le cose che quotidianamente assorbono il soggetto, mentre attraverso la misurazione delle stesse si definisce il calibro della scrittura che sarà medio se le lettere misurano dai 2 ai 3 mm, piccolo se inferiori a 2 e grande se superiori a 3. Tale dimensione ha che vedere con l’immagine che lo scrivente ha di se stesso e quindi se è grande vuol dire  lo scrivente si rappresenta grande e ha anche bisogno di essere visibile (è nota la scrittura grande in genere dei personaggi di spettacolo) e può anche però avere bisogno dell’approvazione degli altri (se la grande è unita a dei segni di dipendenza) o se non ha tale bisogno è però sempre però molto sensibile all’adulazione altrui.

La scrittura piccola è di chi è tendenzialmente piu’ umile  e maggiormente in grado  di astrazione e di distacco (soprattutto se nella scrittura vi sono anche spazi abbondanti); in casi estremi può manifestare però un senso di inferiorità o ritenersi soggetto di minor diritto. In compresenza invece di un buon ritmo e di un notevole largo di lettere (larghezza interna degli occhielli superiore alla metà dell’altezza) tale scrittura definita Minuta dal Moretti è indice di lungimiranza, capacità intellettuali e di organizzazione (tale scrittura, infatti è presente in molti manager).

 

L’andamento nel foglio grafico può procedere con un andamento rettilineo o sinuoso ; inoltre la scrittura può evidenziare un rigo che tende a salire verso l’alto o a discendere, oppure che si mantiene parallelo ai bordi del foglio. Il primo caso indica entusiasmo, creatività se non è troppo accentuato altrimenti può evidenziare note di estraniazione dalla realtà e presunzione dello scrivente. Il rigo che scende, quando è occasionale è segno di stanchezza, quando è abituale dimostra passività, cedevolezza, se accompagnato da una scrittura comunque armoniosa e aggraziata, mentre ha un significato di  pigrizia e negligenza quando si accompagna a scritture rilasciate, tracciate ossia con noncuranza. Il rigo che si mantiene parallelo ai bordi del foglio esprime realismo, concretezza, spesso anche una certa volontà soprattutto quando è rettilineo (ossia che procede come una riga diritta), mentre il discorso è lievemente diverso quando procede a mo’ di serpente. Se tale cosa, infatti, è lieve, indica diplomazia, capacità anche un po’ camaleontiche; quando invece è accentuata viene definita scrittura tortuosa dal Marchesan e indica che lo scrivente è tendenzialmente diffidente, che non si fida degli altri e che potrebbe in concomitanza di altri segni negativi anche essere incline a delinquere e quindi a danneggiare gli altri.

 

 FORMA

 

La scrittura tendenzialmente può essere curva o angolosa; la scrittura curva ha un significato legato a dolcezza e a disponibilità; la seconda è indice di aggressività, rancore e risentimento.

 

Si può presentare poi legata o slegata sia tra le parole che tra le sillabe. La scrittura legata è sinonimo di efficienza, coerenza e continuità, la seconda di tendenza all’analisi, distacco, ma con buoni segni collaterali (ad es. una certa personalizzazione delle forme) anche di intuizione. Unita a scritture piccole è il segno degli intellettuali e dei ricercatori.

 

Può essere legata ad un modello scolastico o evoluta; nel primo caso è della persona che è rimasta dipendente dai dettami dell’educazione, la seconda è di chi ne ha personalizzato gli insegnamenti e risulta piu’ autonoma e meno dipendente dalle influenze ambientali.

 

Può poi essere chiara o oscura, la prima dimostra chiarezza di intenti e di comportamenti, la seconda poca chiarezza, confusione nelle scelte o approssimazione.

 

La grafologia spesso si avvale di tipologie per riuscire a definire le caratteristiche principali dei soggetti; le tipologie a cui piu’ spesso fa riferimento sono quelle ippocratiche, junghiane e freudiane.

Ippocrate ( 4 sec. A.C  ), il primo medico famoso della storia, identificò quattro temperamenti a seconda della prevalenza nell’essere umano di sangue (sanguigno), bile gialla (bilioso), flegma (flemma), bile nera (malinconico o nervoso). Questa teoria fu poi rielaborata da diversi autori tra cui, ai primi del novecento, dal dottor Carton, psichiatria che si occupò anche di grafologia.

 Il sanguigno ama i contatti, la convivialità e si distingue per una scrittura piuttosto ampia e arrotondata, il bilioso ama intraprendere realizzare e si distingue per una scrittura piuttosto ferma e risoluta, il flemmatico è lento e pigro e la sua scrittura presenta segni di lentezza e di dipendenza, il nervoso è piuttosto instabile e curioso ed è caratterizzato da una scrittura tendenzialmente piccola e nervosa (ossia con scatti )   

 

Jung identifica due disposizioni o atteggiamenti: introversione o estroversione e quattro funzioni : pensiero, sentimento, sensazione e intuizione. Attraverso la loro combinazione si hanno otto tipi (es: l’intuizione può essere estroversa o introversa e così gli altri atteggiamenti).

 

Un’allieva di Jung , Ania Teillard , delineerà le tendenze scrittorie di ogni tipo: partendo infatti  dal presupposto che l’introversione si manifesta principalmente attraverso una scrittura piccola e l’estroversione attraverso una scrittura grande delinea le diverse tendenze: es. la scrittura del tipo pensiero oltre ad essere di converso piccola nell’introverso che può divenire media nell’estroverso, sarà anche dotata di larghi spazi nell’introverso, mentre nell’estroverso avrà un buon ritmo e una buona fluidità. Il tipo sensazione, essendo molto legato alla sensorialità, avrà una scrittura spesso assai premuta, mentre quella del tipo sentimento sarà tendenzialmente curva e legata tra le lettere. Il tipo intuizione avrà lettere originali e collegamenti ingegnosi.

 

Riagganciandosi alle teorie di Freud alcuni autori riconoscono nelle scritture l’oralità, le tendenze anali o falliche. L’oralità rappresenta la fissazione allo stadio appunto cosiddetto orale (primo anno di vita) nel quale il bambino non fa altro che succhiare e vive rannicchiato su se stesso. Le scritture con tratti orali hanno forme gonfiate o di tipo fetale; le scritture con tratti analipresentano segni di ossessività ( es: scrittura molto serrata nel foglio senza spazi bianchi) o di risentimento (angoli), le scrittura con connotati fallicisegni di sopraelevazione soprattutto nelle maiuscole.

 

RITMO

 

La scrittura può essere secondo il Marchesan essenzialmente statica (quando appare ferma e le lettere sembrano vivere una vita a sé) o fluida (quando invece il flusso grafico fluisce in modo tranquillo e senza intoppi). Nel primo caso ci troviamo di fronte ad uno scrivente tendenzialmente statico e poco disposto all’adattamento, nel secondo ad uno scrivente dotato della giusta autostima e capacità di modularsi secondo le circostanze. Quando oltre che essere statica rivela inceppamenti, tremolii, ci troviamo di fronte ad uno scrivente insicuro o con problematiche neurologiche, o anche con problemi di etilismo.

 La scrittura poi può presentarsi anche calma o rapida: la prima esprime capacità di resistere alle sollecitazioni, la seconda impulsività e sbrigatività, desiderio di finire in fretta.

 

Osservando lo scrivente e valutando la presenza di alcuni items riusciremo a capire se una scrittura è lenta, o veloce ( ad es: nella scrittura lenta spesso le lettere sono piu’ staccate, o aggrovigliate su se stesse e il margine sx tende a restringersi; nella scrittura veloce le lettere sono tendenzialmente legate o inclinate verso dx e il margine sx si restringe); tali andamenti ci diranno della modalità di reazione e di comportamento dello scrivente sia a livello decisionale che affettivo e intellettivo.

 

PRESSIONE

 

La pressione indica fondamentalmente il modo con cui una persona vuole incidere nel’ambiente oltre a delinearne le tendenze verso la materialità (pressione forte) o verso sentimenti piu’ delicati (pressione lieve – la filiforme del Moretti). La pressione poi dovrebbe differenziarsi in quanto nei tratti che scendono verso il basso dovrebbe intensificarsi, mentre dovrebbe alleggerirsi nei tratti che vanno verso l’alto; quando ciò non avviene si parla di pressione spostata e indica  che lo scrivente non sa gestire al meglio le proprie energie e può tendere a volere dagli altri ciò che dovrebbe fare egli stesso. Quando, invece, la pressione tende ad ingrossarsi man mano che scende verso il basso

(e quindi verso gli istinti) è segno di brutalità e di tendenze aggressive nei confronti degli altri (soprattutto se questo segno è accompagnato da una scrittura grande, angolosa e inclinata a dx – la scrittura di Stalin ad es. presenta queste caratteristiche); quando invece la scrittura tende a diminuire d’intensità ci troviamo di fronte ad uno scrivente timoroso, suscettibile e con un sentimento di inferiorità.

 Le disuguaglianze di pressione sono in genere un segno di emotività e non a caso il Moretti le ha definite con il termine Intozzata 2 modo (scrittura che ha a che vedere con intozzamenti, ossia inchiostrazioni repentine e sparse qua e là)

 

 

 

 

forma, ritmo, grandezza (approfondimenti)

Publié le 17/07/2009 à 18:27 par astrologiaenonsolo Tags : psicologia grafologia graphologie
 forma, ritmo, grandezza (approfondimenti)

                        Ritmo, Forma, Movimento


Questo articolo vuol essere un approfondimento agli articoli precedenti


 

Il ritmo deriva dal latino rytmus, che a sua volta deriva dal greco rhytmos, collegato a rheo, scorro. Il ritmo è pulsazione, respiro; nella grafia si vede attraverso la distribuzione delle masse grafiche (respirazione della scrittura - da cui il termine scrittura ariosa); nel modo di formare le forme tramite il movimento nella scrittura; il ritmo si somiglia, ma non è mai identico a se stesso; pensiamo alle onde del mare, al ritmo della nostra respirazione, al nostro battito cardiaco.

 

La forma è il prodotto finale data dal segno (traccia lasciata da ogni gesto, da ogni manifestazione grafica) con il tratto che è la sostanza rappresentata dalla colata d’inchiostro e dalla consistenza del segno, e può essere, per estensione, sinonimo di pressione. La forma obbedisce ad un codice linguistico e rappresenta l’elemento grafico più conscio.

 

Il movimento della scrittura che può essere veloce o lento ci informa sulla velocità di comprensione e di ideazione della persona, sulla sua sicurezza, sul modo di interagire con gli altri.

 

Un grafologo tedesco Robert Heiss, ha ordinato i tre concetti e ci parla di tre tipi di ritmo: ritmo di forma, di movimento, di spazio.

Nel ritmo di forma ipoevoluto (dal greco hypo = sotto) le forme sono scolastiche, impersonali, maldestri, monotone. Se si tratta di soggetti con scarsa cultura ovviamente non si potrà interpretare in modo negativo questo tipo di scrittura, tuttavia, a volte, tale scrittura può essere anche di persone con una certa cultura e, quindi, denuncia un modo di pensare convenzionale, o mancanza di sicurezza in sé. Vi sono, poi, delle scritture che sono sì fedeli al modello, ma nello stesso tempo semplici, e mostrano comunque un gesto evoluto e appartengono, in genere, a persone affidabili e mature. Un ritmo di forma accentuato vede, invece, le lettere completamente sganciate dal modello scolastico con forme che tendono a individualizzarsi in modalità inventive; quando le forme risultano sciolte e ben strutturate insieme denunciano una personalità che interagisce con le sue pulsioni e ha bisogno di strutturare la sua vita. Se la forma inibisce il movimento: la personalità manca di spontaneità e scioltezza. Si può temere che, all’improvviso, il flusso del movimento represso rompa gli argini. Un ritmo di forma perturbato vede forme molto stereotipate o ossessive, con degli ornamenti particolari; si può presumere che il soggetto sia troppo rigido o che abbia messo in atto quasi un mondo alternativo per ovviare alle sue problematiche (sono note le scritture molto stereotipate ad es. dei pazienti schizofrenici). Nel ritmo di movimento poco evoluto i collegamenti sono maldestri, il ritmo è bloccato o debole; in tal caso, ovviamente, la persona, ovviamente manca di sicurezza. Nel ritmo di movimento accentuato, invece, il gesto è sciolto, spontaneo, e i collegamenti sono fluidi e sicuri. La personalità è aperta e esprime con libertà tutte le sue potenzialità. E’ in grado di assimilare, variare, valutare le esperienze e modulare il suo comportamento adeguandosi alla realtà. Nel  ritmo di movimento  perturbato la dinamica gestuale è agitata e non coordinata, vi è mancanza di controllo e omogeneità. Il tratto si può rivelare malfermo, troppo rigido o troppo rilasciato, tremolante o spezzettato, la pressione spasmodica, le forme possono essere sconvolte dal movimento. Può tradire una patologia in atto; e richiede uno studio approfondito e longitudinale. Per quanto riguarda lo spazio bisogna osservare come il gesto grafico si orienta nella pagina scritta e si osserverà lo spazio lasciato al bianco (bianco che rappresenta sia l’ambiente, sia l’inconscio, che il momento di riflessione, essendo non azione, e ci parla, quindi, sia della capacità di distacco del soggetto come della capacità di rielaborare le sue esperienze).  Un ritmo di spazio poco evoluto si contraddistingue dal fatto che lo spazio viene gestito secondo criteri casuali, passivi, convenzionali, senza scelta precisa. La distribuzione dei bianchi e dei neri è disordinata, le masse grafiche sono poco distinguibili, i margini sono trascurati. Questo ritmo ipoevoluto – che equivale ad una mancanza di ritmo spaziale – indica, spesso, secondo Heiss, la dipendenza dello scrivente rispetto all’ambiente, una scarsa autonomia. Quando, invece, lo spazio è molto personalizzato, attivo, ma evidenzia, comunque, nello stesso tempo, una scelta controllata dell’impaginazione, senza essere rigida, tale ritmo di spazio testimonia di un adattamento riuscito e di uno scambio adeguato tra lo scrivente e l’ambiente. Un ritmo di spazio perturbato si connota da un forte disordine nell’impaginazione: tale disordine può farci pensare sia ad una persona che ha difficoltà ad organizzarsi, instabile, confusionaria, o che può avere anche delle difficoltà a inserirsi nell’ambiente in modo che non sia conflittuale. A volte, comunque, un certo disordine, si ritrova anche nei soggetti creativi e tale disordine dimostra solo la capacità di plasmare l’ambiente che è caratteristica appunto di tali soggetti.

 

Tale visione riguardo alla nozione di forma e movimento è stata poi ripresa e fatta propria dal Marchesan che ad es. attraverso i segni modello, antimodello ci parla del concetto di forma della scrittura e attraverso i segni statica, fluida, calma e rapida del movimento. Egli sostiene ad esempio che una scrittura modelloappartiene a persone tendenzialmente conformiste, con tendenze a risolvere problemi secondo schemi noti, attaccate alle tradizioni, pedanti nell’amministrazione; persone con scrittura antimodello hanno invece una certa inventiva, buona capacità di adattare la preparazione e l’esperienza alle nuove situazioni e ai nuovi problemi, desiderio di innovazioni e di novità per quanto riguarda il sentimento. Il segno fluida (immagine del fiume che scorre) ci indica una persona con grande fiducia nei propri mezzi mentali, velocità altissima dell’attenzione, dinamicità nelle decisioni, insofferenza verso i lavori monotoni, e per quelli che richiedono costante applicazione e la permanenza fissa a un tavolino o a uno sportello, forti capacità di recupero. Il segno statica, invece, indica mancanza di fiducia nei propri mezzi mentali, incapacità di seguire un ragionatore che non sia molto lento e che non si diffonda nei particolari e nelle chiarificazioni, senso di inferiorità rispetto alle persone più disinvolte, mancanza di avidità di godimento affettivo, ma, ciò malgrado, grande bisogno dell’affetto altrui e attaccamento a chiunque gliene dimostri in qualche modo, prevalente tristezza, mancanza di vivacità, difficoltà di recupero negli abbattimenti, gusti ricreativi orientati verso ambienti calmi e verso la contemplatività, azione ispirata a zelo e a senso del dovere.

La scrittura rapida (è quella che strapazza le lettere) connota soggetti caratterizzati da una certa impazienza, frequenti crisi di convivenza, eccessiva reattività sessuale, danneggiate attitudini educative, azione rapida, fretta, atteggiamento irritante nei confronti dei dipendenti, difetto di tatto, imprecisione. Al contrario calma è della persona che è esente da impazienza e fretta, dall’azione pacifica, calma e serena.

                                     

                           Introduzione al concetto della doppia valenza dei segni grafici

 

Il Klages, basandosi sulla contrapposizione tra la l’espansione della vita e dell’anima e la capacità di distacco dello spirito, ha introdotto il concetto della doppia valenza dei segni grafici (in quanto essi possono essere originati sia dall’attitudine positiva, che da quella negativa delle due forze in questione) e dà le seguenti indicazioni per quanto riguarda il calibro (altezza della zona media).

Grande(superiore ai 3ml) nei suoi significati positivi indica capacità di entusiasmarsi, tendenza all’ammirazione, esuberanza, bisogno d’azione, orgoglio; in negativo indica mancanza di senso della realtà, illusione, sovreccitazione, esaltazione, mancanza di capacità di concentrazione, superficialità, imprevidenza, leggerezza, presunzione, vanità, boria, arroganza, spacconeria, pretenzione, mania di grandezza.

Piccola (inferiore ai 2 ml) nei suoi significati positivi dà senso della realtà, realismo, profondità, obiettività, riflessione, prudenza, capacità di concentrazione, precisione, senso per un ristretto senso d’azione, spirito casalingo, umiltà, rispetto, modestia, mancanza di pretese, devozione, natura pacifica, frugalità, pietà, natura accomodante; al negativo può dare incapacità di entusiasmarsi, freddezza, secchezza, aridità, mancanza di slancio, rigidità, inflessibilità, svogliatezza, grettezza, ristrettezza, piccineria, pedanteria, irresolutezza, cortezza di vedute, mancanza di fiducia in sé, pusillanimità, ansietà, natura tormentata.

 

 

 

LA FORMA

Publié le 10/07/2009 à 12:02 par astrologiaenonsolo Tags : graphologie grafologia psicologia

La FORMA

 

La forma ha a che vedere con LE MODALITA’ di ESPRESSIONE dello scrivente.

 

Un primo approccio ci consente di vedere se la forma è ACCURATA o TRASCURATA; nel primo caso lo scrivente tende a dispiegarsi con desiderio di precisione e desidera presentarsi in modo corretto; nel secondo può essere negligente, impreciso e non dare importanza alla cura e alla presentazione personale.

 

La scrittura ha tendenzialmente due modalità di formazione in quanto può realizzarsi con un ANDAMENTO tendenzialmente piu’ CURVO o piu’ ANGOLOSO; nel primo caso si realizza meglio nello scrivente una sinergia di tipo neuromuscolare e il gesto avviene con minor  tensione; nel secondo il gesto è piu’ difficoltoso quasi come se lo scrivente incontrasse delle resistenze e delle sofferenze interne.

 

Tale segni sono stati molto studiati dai Morettiani i quali vedono nella scrittura CURVA nei giusti gradi ( che non deve superare i 6/10 nella donna e gli 8/10 nell’uomo) un atteggiamento sereno e calmo e una certa compostezza nell’agire; il comportamento nei confronti degli  altri è caratterizzato da disposizione alla benevolenza, da calore umano, da ambientamento piuttosto facile, da malleabilità, da spirito di adattamento. Chi ha curva , in rapporto alla gradazione del segno è un estroverso, non incline a sentimenti di invidia, di gelosia e di vendetta, né al non rispetto dei diritti altrui.

 

Al contrario l’ANGOLOSA, è un segno sostanziale della volontà, direttamente contrario al segno Curva ed è indice di egoismo, attaccamento esagerato a se stesso, lesione dei diritti altrui.

 

I Morettiani parlano anche di tre tipi di angoli : ANGOLI A quando gli angoli si trovano alla base delle lettere: tale segno è indice di risentimento o di permalosità, difesa del proprio Io , reazione contro gli attacchi, aggressività, facile irritabilità, scarsa disponibilità ad accettare suggerimenti o osservazioni, tendenza al sospetto.

 

Strettamente connesso all’angolo a è L’ANGOLO cosiddetto B, che si riscontra negli  angoli appuntiti o smussati nelle lettere o a; tale angolo avverrà per lo piu’ ai vertici delle lettere; tale segno è segno di resistenza, tenacia e testardaggine con tendenza a discutere con insistenza per far valere il proprio pensiero.

 

ANGOLI C angoli a e b smussati, risvolti curvi almeno inferiori di tutte le lettere, flessioni e intrecci artistici sparsi i qua e là; angoli appuntiti, sparsi qua e là; fluidità in una grafia anche accurata.

 

Gli ANGOLI C sono un segno sostanziale della volontà e indicano intraprendenza, scaltrezza, discriminazione, avvedutezza, opportunità, organizzazione, liberalità vigile.

 

La scrittura può poi presentarsi tendenzialmente LEGATAo SLEGATA secondo il modello del Marchesan.

 

La scrittura LEGATA per il Marchesan è quella in cui ogni parola è tracciata senza staccare il mezzo scrivente dalla carta, realizzando in tal modo la legge di praticità che tende a raggiungere lo scopo con il minimo dispendio di tempo e forza.

 Il Marchesan dà a questo segno il significato di collegamento logico tra tutti gli elementi della situazione presa in esame. Accentuata capacità della memoria di classificazione, conservazione e rievocazione. Grande capacità di logica e di sintesi. Massima coerenza nelle deliberazione e nelle decisioni. Conversazione logica e sintetica. Continuità e regolarità affettiva. Pronta disponibilità alla riconciliazione. Coerenza e consequenzialità nell’azione.

 

I morettiani parlano  invece di  ATTACCATA e LEGATA;

 la prima è nei risvolti grafici simile alla legata marchesaniana e indica anche per loro continuità di pensiero e di azione.

 

 Parlano invece di scrittura LEGATA quando al termine delle parole uno slancio orizzontale va a congiungersi o quasi con l’inizio della parola seguente. Secondo i Morettiani tale segno indica attitudine e abilità per la logica intellettiva e morale.

Chi ha questo segno è uno che sa andare progressivamente dalle premesse alle conclusioni, passare da un’idea all’altra senza rotture o deviazioni. Questo spirito logico si riflette anche nella sua attività psichica, affettiva e pratica. Se crede in qualche principio, vi rimane coerente fino alle ultime conseguenze e questo è valido anche quando è legato a qualche pregiudizio. Quando  parte per uno scopo, per un’iniziativa, sa sempre dove intende arrivare. Per lui l’attività è intimamente collegata con le idee e i programmi che l’ispirano. Non ama la prima persona che incontra, perché anche qui è sorretto dalla logica e il suo affetto deve essere corrispondere all’ideale che ha. Quando c’è questa corrispondenza, il suo amore è pieno e senza riserve. Parla pacatamente con qualche rarissimo scatto, lo sguardo è fisso nel’oggetto che occupa il suo pensiero, tanto da poter dare agli altri l’impressione di estraneità a ciò che avviene intorno a lui. Tale segno è positivo soprattutto in concomitanza di altri segni che indicano tendenza alla verifica (contorta, calibro non superiore al medio) altrimenti in contesti negativi (scrittura troppo veloce e gettata via) può indicare scarso controllo nel procedimento intellettivo o dell’attività operativa.

 

La scrittura SLEGATA

Sec. il Marchesan tale segno è indice di discontinuità, difetto di logica e di sintesi. Memoria eccessivamente analitica buona per la classificazione. Lieve incoerenza nelle deliberazioni e nelle decisioni. Tendenza a rompere il rapporto nelle crisi di convivenza e di collaborazione. Difetto di perseveranza nell’azione e nella difesa.

 

Anche secondo i Morettiani tale segno che definiscono STACCATA ha pressappoco alle stesse valenze in quanto anche per loro indica tendenza ad analisi particolareggiata e allo spezzettamento delle verità, mancanza di coesione , frazionamento, rottura del pensiero e dell’azione, pignoleria; E’ di chi non sa vedere i fatti nella globalità, ma si perde nella considerazione eccessiva dei diversi aspetti, delle particolarità, sprecando così energie. E’ piu’ portato a vedere l’episodio che non l’evento; ha una forte memoria e quindi ricorda molto bene le date e le circostanza mentre non è capace di vedere la successione e la concatenazione degli avvenimenti. Difetta di vera logica soprattutto pratica e perciò anche la sua azione viene notevolmente spezzettata. Ovviamente tutto questo lo porta a ritardare le conclusioni, a discutere molto senza realizzare in proporzione all’impegno che mette. Sotto il profilo psichico risulta pignolo e pedante; ha il culto esagerato dell’ordine, della pulizia, ma sempre riguardo alla particolarità. E ‘ un tipo un po’ difficile nelle sue relazioni con gli altri, poco disposto a comunicare e ad accomodarsi, strano e complicato nei gusti. Tutto il suo comportamento è legato a schemi personali, vive di abitudini da cui non riesce a liberarsi, è unilaterale nel giudicare, nel valutare, nelle’impostare. Normalmente questi tipi non sono facili a piegarsi, ma tendono ad imporre le proprie idee e i propri sistemi agli altri..

Tale scrittura viene chiamata GIUSTAPPOSTA dai grafologi francesi che ne danno valutazioni lievemente piu’ positive soprattutto se si accompagna a scritture tipografiche o personalizzate, e con un gesto comunque sciolto dove diventa un segno di intuitività e di creatività ( come già disse il Michon nel "Mister de l’ecriture").

GRANDEZZA E INCLINAZIONE DELLA SCRITTURA

Publié le 07/07/2009 à 17:42 par astrologiaenonsolo Tags : psicologia grafologia graphologie

GRANDEZZA DELLA SCRITTURA

 

Si definisce grande una scrittura a partire dai 3 mml calcolati sul corpo della scrittura (zona mediana nella quale sono presenti le vocali)

 

La scrittura grandeesprime essenzialmente grandezza del sentimento di sé ed è espressiva di:

-        affermazione dell’Io

-        aspirazione al potere

-        forte sentimento di sé: caratteristica tipica del bambino, dell’artista, della donna

-        risposta dell’Io al Tu all’ambiente (estroversione)

-        espansione proiezione nello spazio

-        culto della personalità (forte amor proprio)

-        imitazione dei grandi (eroi, santi, campioni, divi)

-        presenza e partecipazione (sono consigliate le   attività a contatto col pubblico)

-        volontà di potenza (dovuta all’Io biologico)

-        complesso di superiorità o autoritarismo

 

La scrittura grande è dei soggetti capaci di entusiasmarsi, dotati spesso di fantasia, autonomia e senso dell’indipendenza, quando ci troviamo di fronte a scritture ben organizzate. Nel caso contrario, si riscontrerà, speso, un certo egocentrismo, prodotto da un complesso di inferiorità, a cui si accompagnano spesso presunzione, spacconeria, e, nei casi - piu’ gravi- dispotismo.

 

Si definisce piccola la scrittura con un calibro inferiore ai 2 mml.

 

Le caratteristiche principali sono quelle del prevalere dell’oggettività sulla soggettività; dal punto di vista psicologico tendenzialmente di uno scarso sentimento di sé, che può essere compensarlo da forti capacita intellettive e critiche. In sintesi possiamo dire che chi ha la scrittura piccola è caratterizzato da:

-        un Io debole

-        apprensione

-        modestia

-        delusione

-        inferiorità

-        sconfitta delle aspirazioni

 

La scuola morettiana distingue tra “minuziosa” e “minuta”.

La prima vede un calibro piccolo all’interno però di una buona fluidità e armonia e rivela, oltre ad un atteggiamento introverso, che è facilmente tipico della scrittura piccola in generale, un’ attitudine alla ricerca , anche se la spontaneità con gli altri sarà mortificata dalla ponderazione e dalla prudenza, mentre il soggetto senz’altro potrà tendere ad ironizzare sia su se stesso che sugli altri. La minuziosa è di chi ha il calibro piccolo e un movimento poco sciolto. In questo caso vengono ad aumentare le insicurezze e le paure.

 

Il calibro piccolo può anche essere dovuto a miopia, deperimento, arteriosclerosi.

 

Si definisce medio, il calibro che va dai 2 ai 3mml.

Tale calibro, se accompagnato da una scrittura armoniosa e organizzata, è indice di equilibrio, di un giusto sentimento di sé, di adattamento, di senso della misura, e senso della responsabilità.

 

Se è accostato, invece, a segni di disturbo emotivo ( con disarmonie della pressione), a disarmonia, a scritture stesa, può essere il segnale di una certa debolezza dell’io, con reattività, mediocrità, scarsa ricettività intellettiva.

 

Aste rette ( le aste, ossia i tratti discendenti della scrittura, sono perfettamente e rigidamente rettilinee, indipendentemente dalla loro inclinazione sul foglio): indicano prevalentemente razionalità e autocontrollo; se sono presenti in forte misura (cioè al di sopra del 48%) sono indice di incapacità di piegarsi alle esigenze dell’ambiente, con tendenza a mantenere una posizione di inflessibilità e di rigetto istintivo e senza esame delle idee degli altri per la sensazione che esse mettano in pericolo il proprio orgoglio. Si rivela ostinato nei dissidi, serbare rancore a lungo e avere difficoltà nei rapporti affettivi. Per orgoglio, può difendere con fermezza le proprie idee, anche se sbagliate. Quando la scrittura, oltre ad avere molte aste rette è essenzialmente parallela, cioè con le aste che proseguono in modo parallelo, tra di loro, le caratteristiche sono ancora piu’ accentuate e la persona, oltre a manifestare una rigidità inflessibile, e a non ammettere i propri errori, può manifestare un’indipendenza totale dagli altri, con il bisogno, però,contemporaneamente, di riferirsi a schemi e a teorie.

Spesso, questo segno si accompagna ad un’educazione troppo rigida, e nasconde profonde insicurezze.

 

Aste curve (aste con il concavo verso dx come il simbolo della parentesi chiusa) sono segno di cedevolezza; se presenti in forte misura (cioè anche qui al di sopra del 48%) indicano una remissività di fondo, un carattere compiacente, gentile, riguardoso, arrendevole, sottomesso, adattabile, obbediente, usa dolcezza di modi e di espressioni, riduce le manifestazioni di collera per paura di offendere, è pronto a concedere perdono agli offensori, è portato alla confidenza e all’altruismo, con tendenza a far da sé e a sobbarcarsi anche gli oneri altrui. Ha poca capacità di comando e difficoltà a portare avanti le proprie idee e i propri propositi.

 

Aste ritorte(aste con il concavo verso sx, come il simbolo della parentesi aperta ):in una scrittura non dovrebbero superare la proporzione del 4%; se sono in numero superiore sono indice di frustrazioni e rivelano la presenza di repulsione verso le idee degli altri. Chi ha questo segno è diffidente, e tende alla litigiosità rivelandosi anche eccessivamente geloso e vendicativo.

 

Grafia diritta: esprime autocontrollo, fermezza e solidità.

 

Grafia pendente (ossia con gli assi delle lettere che si inclinanao verso dx): in senso generale, si riscontra uno slancio, verso la destra, e quindi verso il Tu; la persona contraddistinta da questo segno è calorosa e generosa; se però si trova in una scrittura molto angolosa e tesa ci sarà il desiderio di sopraffare l’altro (tale scrittura è tipica di molti gerarchi nazisti). Quando è molto pendente indica mancanza di equilibrio, un prevalere delle pulsioni e dell’affettività sulla ragione. In misura lieve, indica affabilità, cordialità e tendenza alla collaborazione, con tendenza ad interessarsi del prossimo.

 

Grafia rovesciata (ossia con gli assi delle lettere che si inclinano verso sx): indica la tendenza ad allontanarsi dal prossimo e a difendersi, con tendenza ad ingigantire i problemi. Secondo alcuni autori, si tratta – in realtà- di una tendenza alla pendenza che non si è potuta realizzare. Con una scrittura curva, può indicare una forma di compensazione. Tale accostamento è spesso tipico di scritture adolescenziali, e rivela combattimento tra il desiderio partecipazione e paure, resistenze infantili a ciò.

 

 

 

 

 

 

 


DERNIERS ARTICLES :
Astrologia finanziaria
Ieri, domenica 12 gennaio sono andata a Milano a sentire Grazia Mirti che ha presentato all'Hotel Anderson il suo annuale rendiconto finanziario. La conferenza è stata pi
Convegno Apotelesma 2013 (2° parte)
Nel pomeriggio, il convegno è iniziato con un intermezzo musicale in quanto Giovanni Lippi ha eseguito con il violoncello la Site n°2 di Johann Sebastian Bach. Essedo il
Convegno Apotelesma 2013 (1° parte)
Sabato 19 ho partecipato a Genova al sesto Convegno di Apotelesma. Ha iniziato i lavori Wolfgang Tomits, autore con Otto Pollener di "Mundan-Astrologie". Egli ci ha parla
Margherità Hack
Nella notte tra il 28 e il 29 giugno, e quindi a pochi giorni di distanza dal compleanno è morta Margherita Hack. La sua rivoluzione è emblematica : l'Asc cade in dodices
angelina jolie
Angelina Jolie è Gemelli Ascendente Cancro, con Venere posta proprio sull'Ascendente. Venere è quindi molto forte e le dona ciò che appare a prima vista ossia quella bell
DECOUVRIR D'AUTRES BLOGS : pressionamicaledelaconverse
forum